

E un capitale dichiarato ma non raccontato: "in alcuni casi cambiamo la vita alle persone", senza che esistano storie che lo raccontino. C'è un'occasione concreta a Palermo: il campus all'ex stazione Lolli prevede l'apertura dei primi spazi già in questa estate e si completa nel 2028; una stagione di inaugurazioni che può diventare il momento per una nuova strategia di comunicazione.
Quale, esattamente? Quella certificata dalle classifiche (dove già LUMSA è forte) o quella che, da un primissimo sguardo, ci sembra che l'ateneo agisca ogni giorno (l'accompagnamento, l'inclusione, il servizio) ma che non entra nella comunicazione?
Misurato come posizione raggiunta (il manager di successo) o come distanza percorsa, cioè quanto spazio c'è tra il punto da cui una persona è partita e il punto in cui è oggi? Con questo secondo criterio, il piano che LUMSA ha già approvato autorizza esattamente la narrativa che si sta cercando.
Una parola che ci è arrivata dalla prima conversazione è "umiltà". Dietro quella parola vediamo almeno quattro territori operativi, ognuno con evidenze già raccolte.
Un registro misurato e anti-retorico in LUMSA esiste già, ai margini: il Bilancio di Sostenibilità ammette le lacune e pubblica anche i dati scomodi (raro nel genere). La pagina dei valori dice "ogni studente conta, con la sua storia e la sua unicità"; nei canali non abbiamo trovato claim e approccio "pubblicitario".
Il valore agito è documentato — la Scuola EIS coordina per il Vaticano il rinnovamento del Patto Educativo Globale, 305 studenti fragili seguiti dal Servizio di Inclusione, il progetto cui LUMSA partecipa per formare e qualificare 214 donne, la radice del 1939: un'università nata per le donne (oggi il 71% degli iscritti è studentessa). Nei canali, però: su 30 notizie recenti una sola ha per protagonista una persona, e nessuna racconta una trasformazione.
Quando LUMSA si valorizza, lascia parlare i terzi — ed è un meccanismo coerente con l'identità. Ma i terzi che oggi parlano sono certificatori (Censis, AlmaLaurea, ANVUR): misurano, non raccontano. Il caso Palermo è esemplare: la parola "restituire" l'hanno usata l'assessore regionale e la stampa locale; nei documenti dell'ateneo che abbiamo letto compare invece "rifunzionalizzazione".
È il punto dove le aree si agganciano al Piano triennale di sviluppo: gli alumni come voce dell'ateneo. Non testimonial da copertina: persone la cui traiettoria — la distanza percorsa — è essa stessa la prova del valore.
In vista della chiacchierata di oggi abbiamo ripreso alcune analisi fatte recentemente sul contesto universitario italiano (in appendice gli approfondimenti):
A parità di titoli di studio, esistono cinque segmenti di università in Italia: statali (79% degli iscritti), statali speciali, non statali tradizionali (~21 atenei tra cui Bocconi, Cattolica, LUISS e LUMSA), telematiche (15% e in crescita, spesso fondi di investimento dietro), ibride. Fuori mappa le pontificie: titoli di altro ordinamento. LUMSA è cattolica ma con titoli pienamente italiani.
Confindustria dietro LUISS parla di leadership; i fondi dietro le telematiche parlano di accessibilità e volume. LUMSA vive per l'84% delle rette di famiglie che la scelgono, ed è nata per una missione di servizio: una coerenza rara, che rende l'attrattività un asset strategico. (Il primato Censis 2026/27 resta una prova di serietà: funziona meglio a supporto che come messaggio di testata.)
Iscritti totali in Italia al massimo storico (+2M) ma immatricolazioni in calo per la prima volta dal Covid (-3%); le telematiche crescono a volume. Ciò che una telematica non può replicare (relazione, comunità, vite accompagnate) è esattamente il capitale oggi non raccontato? Con l'inaugurazione progressiva a Palermo che offre una data di inizio naturale.
Già oggi LUMSA non si racconta per storie e per claim, anche se il primato in classifica (Censis) in vetrina c'è. Che cosa senti mancare? Che cosa senti necessario affinché uno stile di comunicazione "umile" diventi operativo?
Come viene percepita LUMSA? Come la distinguono famiglie e studenti da università come la Cattolica o le altre pontificie? C'è una consapevolezza chiara all'interno di LUMSA o è una domanda aperta?
Il nuovo ciclo di pianificazione (con il Rettore appena riconfermato) apre lo spazio per riscrivere la linea di comunicazione insieme al racconto di Palermo?
Obiettivo, aree di lavoro, pubblici e priorità, il ruolo di Palermo come momento zero: cosa ne pensi della lettura che ti abbiamo portato oggi?
Analisi della comunicazione dell'Ateneo (canali, contenuti, registro) letta accanto all'ambizione: mettere al centro l'impatto sociale e territoriale con un registro misurato. Ne deriva il Piano di Comunicazione Strategica pluriennale: posizionamento narrativo, priorità, pubblici, sincronizzato con le tappe del campus di Palermo.
La grammatica che rende il piano applicabile da chiunque comunichi per l'Ateneo: tono di voce, architettura dei messaggi chiave, policy editoriali per canale e pubblico.
Affiancamento nella gestione di campagne e di esigenze specifiche, ad esempio il racconto delle aperture del campus di Palermo, con il team multidisciplinare Coesiva.
A seguito di un primo percorso, al contempo strategico e operativo, si valuterà modalità e approccio per un affiancamento più continuativo e stabile nel tempo — in ogni caso adeguandosi al fabbisogno reale dell'Ateneo.
Una selezione di progetti su posizionamento, racconto e comunicazione.










Il dettaglio della pre-analisi, con le fonti citate.
Da leggere con calma nella versione PDF di questo documento.
| Segmento | Quanti | Iscritti | Chi li finanzia, tendenzialmente | Esempi |
|---|---|---|---|---|
| Statali | 61 atenei | 1,61 mln (78,6%) | Fondo di Finanziamento Ordinario statale (9,4 miliardi €/anno) + tasse calmierate per legge (≤20% del fondo ricevuto) | Sapienza, Bologna |
| Statali a ordinamento speciale | 9 istituti | poche migliaia | Fondo statale dedicato + fondi di ricerca; allievi per concorso, quasi a costo zero | Normale, Sant'Anna |
| Non statali "tradizionali" | ~21 atenei | 130 mila (6,4%) | Rette + ente fondatore alle spalle + contributo statale (78 milioni €/anno per l'intero segmento) | Bocconi, Cattolica, LUISS — e LUMSA |
| Telematiche | 11 atenei | 308 mila (15%) | Rette a volume + capitale dei gruppi proprietari, in più casi fondi di investimento | Pegaso, eCampus |
| Ibride | 3 | — | Province e Regioni autonome | Bolzano, Trento |