Chi siamo, cosa stiamo facendo e cosa possiamo costruire insieme.
Gli strumenti AI sono ormai tanti e tutti simili. La differenza non è quale strumento si compra, ma sapere dove serve davvero e far sì che le persone lo usino. Coesiva parte dai processi, non dalla tecnologia.
Capire su quali processi l'AI conviene davvero, con metodo e numeri, e dove invece no.
Costruire gli assistenti e le automazioni sui processi reali, non su una slide.
Formare le persone perché l'uso entri nelle abitudini e non si spenga dopo un mese.
Il rischio più comune è comprare uno strumento perché va di moda, senza sapere se risolve un problema vero. Risultato: licenze pagate e non usate, entusiasmo iniziale e poi più nulla.
L'AI rende su attività ripetitive, lente, a basso valore aggiunto. Non ovunque.
I processi giusti si scoprono osservando come si lavora davvero, non chiedendo «quale AI volete».
Prima si comprende il contesto, poi si automatizza. Mai il contrario.
Coesiva guida e supporta le aziende nella trasformazione, al loro fianco, mai dall'alto.
Lato AI: capire i processi, scegliere gli strumenti giusti, portarli nel lavoro di tutti i giorni.
Si lavora sui principali strumenti del mercato, Copilot, ChatGPT, Gemini, Claude, senza vendere licenze. Si consiglia quello che serve davvero.
Dall'assessment iniziale fino a quando le persone lo usano davvero ogni giorno. Non ci si ferma alla slide.
Standard internazionale di project management (PMI): un unico referente e una dashboard sempre aggiornata.
Una lettura per chi utilizza l'AI; le norme sono più stringenti per chi la produce. In un gruppo strutturato, partire in regola conta.
Non ore minime, ma una formazione documentata e su misura dei ruoli, con un registro che dimostri di averla fatta.
Quando un cliente parla con un chatbot, deve sapere che è un'AI. I contenuti fatti con l'AI vanno dichiarati.
Più si costruisce attorno al modello, contesto, dati, agenti, più cresce il valore. Ma il primo passo resta semplice.
L'assistente che usiamo noi, ogni giorno, costruito sul nostro contesto. Non una demo: il lavoro vero.
L'AI raccoglie, incrocia e sintetizza le fonti su un tema: il lavoro di ore di una persona, in minuti.
Dati grezzi che diventano una vista leggibile e interrogabile, senza passare da un analista.
Lo scambio lungo di una settimana letto e sintetizzato: decisioni, aperti, prossimi passi.
Il marketing è il terreno dove l'AI dà risultati visibili e veloci, e da lì partiremmo. Sotto, le altre aree. Ipotesi da verificare nell'assessment, non promesse.
Da un progetto o uno studio: post LinkedIn, caroselli, articoli, declinazioni per canale, coerenti con la voce del brand. La leva più immediata, anche sui social.
Calendario editoriale, landing, sequenze e materiali per fiere ed eventi di settore, prodotti più in fretta e con un filo conduttore coerente.
Battle card, schede prodotto, risposte alle domande tecniche dei clienti e materiali di supporto per la rete commerciale.
Reportistica e viste interrogabili sui dati di efficienza e di servizio: meno tempo a preparare i numeri, più tempo a leggerli.
Capitolati, offerte, documentazione di servizio e normativa di settore: bozze, ricerche e coerenza tra le versioni, con la persona che valida.
Un assistente su procedure, specifiche e know-how tecnico: accelera l'onboarding e riduce la dipendenza dalle persone-chiave.
Non partiamo dagli strumenti. Partiamo dai processi, guardandoli da vicino.
Con chi gestisce le persone e conosce i processi. Definiamo cosa indagare e chi coinvolgere.
Su ogni area: il quadro completo e quanto l'AI è già usata e compresa.
Guardiamo i processi reali, persona per persona: dove sono i colli di bottiglia.
Le automazioni prioritarie, su quali strumenti e il valore atteso di ognuna.
I modelli, Copilot, Gemini, ChatGPT, Claude, li usano tutti. La differenza è il contesto che costruiamo attorno (è quello che avete visto nei video). Nella prossima slide, la mappa del nostro, da esplorare.
Design system, knowledge base, documenti, procedure.
Ruolo, modo di lavorare e priorità di chi lo usa.
Ricorda decisioni e preferenze nel tempo.
Analisi approfondite, lavori complessi end-to-end.
Cosa non fare, dati protetti, regole.
Si collega ai vostri strumenti e sistemi.
Una mappa interattiva: si clicca ogni modulo per vedere cosa fa, e con «Flusso esempio › Play» si segue una richiesta che attraversa il sistema. È quello che costruiamo, su misura, anche per i clienti.
Se in azienda c'è Microsoft 365 si parte da lì, prima verifichiamo il tipo di licenza. L'agente vive dentro Office e risponde citando il documento da cui ha preso l'informazione.
«Come siamo messi su X?» leggendo i documenti del fascicolo.
Classifica e archivia i documenti in automatico, al posto giusto.
Email e chat infinite riassunte nei punti che contano.
Da una riunione Teams: verbale sintetico e lista di cose da fare, già assegnate.
Legge i numeri ed evidenzia quello che sfugge a occhio.
Sintesi sui competitor, sulle fonti che gli fornisci.
Un percorso strutturato che porta le persone dentro il cambiamento, passo per passo.
Si parte dai timori e dalle aspettative vere delle persone, non dalla tecnologia.
Si prova sul campo: casi concreti del loro lavoro, mani sulla tastiera.
Gli strumenti entrano nelle routine di ogni giorno e ci restano.